Le ricerche più recenti sulla salute mentale degli adolescenti mostrano un quadro complesso, in cui un buon livello di benessere percepito convive con criticità psicologiche e stili di vita poco salutari.

Secondo il report HBSC 2021/2022 dell’OMS, la maggior parte dei ragazzi europei dichiara una soddisfazione della vita abbastanza alta ma, rispetto al passato, lo stesso studio segnala un peggioramento generale del benessere mentale, soprattutto nella fascia 13–15 anni.

Inoltre, molti adolescenti non raggiungono i livelli raccomandati di attività fisica e adottano comportamenti sempre più sedentari, fattori associati a un peggior equilibrio psicologico.

giovani e droghe

A livello internazionale, diversi studi (anche su riviste come The Lancet) indicano un aumento del disagio mentale giovanile nei Paesi ad alto reddito, con una quota significativa di adolescenti che riferisce pensieri legati alla morte o all’ideazione suicidaria, più frequenti tra le ragazze e nei contesti socialmente più fragili.

In Italia, i dati provenienti da indagini nazionali come HBSC Italia e ESPAD/CNR confermano alcune tendenze comuni: un abbassamento dell’età del primo contatto con alcol e sostanze:  le analisi sottolineano inoltre che i fattori sociali, familiari e scolastici giocano un ruolo decisivo nell’esposizione al rischio di uso problematico di sostanze.

L’illusione del controllo: alcol e farmaci

In questo mosaico di fragilità, l’uso di sostanze viene spesso utilizzato come un tentativo improprio di gestire ansie e incertezze. Un fenomeno centrale relativo alla questione giovani e droghe è quello dell’alcolismo: l’alcol resta la sostanza più diffusa e pericolosa, spesso consumata insieme a farmaci per potenziare gli effetti. Questa tendenza si accompagna alla ricerca online di nuove molecole psicoattive e sostanze sintetiche, che rappresentano l’ultima frontiera del mercato illegale.

Cannabis in adolescenza

Molti ragazzi considerano la cannabis come una sostanza “naturale” o “innocua”, ma la ricerca clinica smentisce questa percezione. Le evidenze epidemiologiche, infatti, indicano che una quota dei consumatori può sviluppare un disturbo da uso di cannabis in adolescenza.

Diversi studi longitudinali hanno inoltre analizzato gli effetti dell’uso precoce sul funzionamento cognitivo, dimostrando che la dipendenza da marjuana negli adolescenti  interferisce con un cervello ancora in fase di sviluppo.

Il fenomeno giovani e droghe a scuola

Il problema delle droghe a scuola ha portato all’emanazione di direttive ministeriali come “Scuole Sicure” per aumentare i controlli, sebbene molti esperti sottolineino la necessità di passare da un approccio puramente repressivo a uno più educativo e preventivo.

Giovani e droghe: consigli per i genitori

Capire se un figlio fa uso di sostanze non è immediato, poiché molti cambiamenti fisici e comportamentali possono essere scambiati per normali segnali della pubertà. Tuttavia, alcuni segnali dovrebbero invitare a una riflessione:

  • Sbalzi d’umore improvvisi, irascibilità o silenzi prolungati.
  • Cambiamenti netti nelle amicizie o nel rendimento scolastico.
  • Stanchezza persistente, mancanza di energia o occhi arrossati.

Come intervenire? La scoperta di un consumo di droghe non deve portare a reazioni impulsive o umilianti, che rischiano solo di allontanare il ragazzo. È importante informarsi, cercare un momento di intimità e favorire la confidenza. Ricordate che “provare” non significa necessariamente diventare tossicodipendenti, ma può essere un campanello d’allarme che va attenzionato. Se la situazione appare difficile da gestire, il supporto di uno specialista è la strada migliore per affrontare il problema senza compromettere il legame familiare.

La Redazione