Come uscire da una dipendenza da soli è un pensiero che molte persone hanno quando desiderano riprendere in mano la propria vita. Tuttavia, è importante ricordare che nessuno dovrebbe sentirsi fallimentare se da solo non riesce ad uscirne e che in alcuni casi, tentare di smettere senza un adeguato supporto può essere addirittura rischioso per la salute.
In questo articolo trovi alcuni spunti e riflessioni che potrebbero aiutarti a comprendere meglio la tua condizione e a decidere con maggiore consapevolezza come procedere.

  1. Capire la propria dipendenza

Il primo passo potrebbe essere osservarsi senza giudizio.
Le dipendenze — che siano da sostanze come alcol, farmaci o droghe, oppure comportamentali (gioco, internet, cibo, shopping, relazioni, ecc.) — sono meccanismi complessi che coinvolgono emozioni, pensieri e abitudini.
Capire quando, come e perché si ricorre a quel comportamento può aiutare a riconoscere le situazioni o i sentimenti che lo scatenano.

Alcuni piccoli gesti che potrebbero aiutare:

  • tenere un diario delle proprie abitudini e stati d’animo
  • individuare i momenti o le emozioni che precedono il comportamento dipendente
  • chiedersi cosa si ottiene o si evita attraverso quella sostanza/comportamento
  1. Gli stadi del cambiamento: riconoscere dove ci si trova

Esistono riferimenti teorici che suddividono l’intenzione/ comportamento verso la cura suddivisa in fasi. Riconoscere in quale fase ci si trova può aiutare a non forzare i tempi e a trattarsi con maggiore gentilezza. Non esiste un tempo giusto per guarire da una dipendenza.

come uscire da una dipendenza da soli

Nella prima fase, non si percepisce alcuna condizione di dipendenza. Spesso sono le persone intorno (amici/famigliari) o l’insorgenza di problematiche altre, per esempio lavorative, che evidenziano cambiamenti problematici nello stile di vita e/o nella personalità. Potrebbe esserci negazione o minimizzazione. In questa fase l’obiettivo è confrontarsi con chi sostiene esiste invece un problema e provare ad affrontare insieme gli elementi di realtà.

Nella seconda fase, si riconosce che “qualcosa non va”, ma non si pensa di poter cambiare pur continuando lo stile di uso / abuso. Questa fase termina nel momento in cui la persona fallisce ripetutamente nel tentativo di trovare una strategia valida da solo.

Nella fase 3, ci si comincia a rendere conto di aver bisogno di strategie più strutturate: chiedere aiuto, cambiare contesto, parlare del problema con qualcuno (persona fidata, amico). Spesso è in questa fase che si contattano professionisti, struttura.

Nella fase 4, l’accettazione che esiste un problema è consolidata e così anche la motivazione ad un cambiamento efficace. Si possono modificare le abitudini, evitare situazioni rischiose e cercare nuove routine più sane, accettare trattamenti professionali specifici. In questa fase si ottengono i primi cambiamenti vissuti come significativi e gratificanti per la persona. Eventuali ricadute che possono accadere vengono affrontate senza scoraggiarsi

La fase 5 è quella in cui I progressi ottenuti si consolidano o si ampliano.

  1. Cosa potrebbe essere utile fare da soli

In alcune situazioni iniziali può essere utile provare a:

  • ridurre gradualmente l’esposizione al comportamento o alla sostanza;
  • stabilire piccole routine che aiutino a gestire lo stress (es. passeggiate, tecniche di respirazione, journaling);
  • cercare informazioni affidabili e fonti scientifiche;
  • evitare ambienti o persone che incoraggiano la dipendenza;
  • cercare alternative gratificanti come hobby, sport o attività creative.

Ma è altrettanto importante sapere che non tutti i percorsi possono essere efficaci per chiunque o affrontabili da soli.

  1. Attenzione: smettere da soli può essere pericoloso in alcuni casi

Nel caso dell’alcol o di alcune sostanze farmacologiche, smettere di bere improvvisamente senza supervisione medica può essere pericoloso o addirittura letale.
A seconda della gravità della situazione, l’astinenza può provocare convulsioni, crisi cardiache, delirium tremens o altri gravi sintomi fisici.
Per questo motivo, se sospetti una dipendenza da alcol o da sostanze, è fondamentale chiedere un supporto medico qualificato: il percorso potrà essere sicuro e personalizzato.

  1. Quando e a chi chiedere aiuto

Chiedere aiuto non significa “non farcela da soli”: al contrario, è un gesto di forza e lucidità.
Tuttavia, è importante scegliere solo professionisti qualificati e diffidare di chi si propone come “esperto” o “coach” senza titoli né formazione specifica.

Tra i centri specializzati per il trattamento delle dipendenze si trovano:

  • Psicologi o psicoterapeuti con esperienza in dipendenze
  • Medici specializzati in medicina delle dipendenze o psichiatria
  • Servizi per le Dipendenze (Ser.D., N.O.A.) pubblici e gratuiti
  • Centri di riabilitazione per le dipendenze privati

Un professionista o un’equipe di professionisti possono aiutarti a capire in che fase del cambiamento ti trovi, e a individuare strategie per te sostenibili in linea con la tua vita.

In sintesi

Uscire da una dipendenza è un cammino personale, spesso complesso, ma sempre possibile.
Non esiste un solo modo per riuscirci, ma molti percorsi diversi.
Informarsi, conoscersi e scegliere con cura a chi affidarsi sono già passi importanti verso il cambiamento.

La Redazione

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