Quando l’uso di alcol diventa problematico, una delle domande più comuni è: come si cura l’abuso alcolico?

La verità è che non esiste un trattamento identico per tutte le persone: la risposta dipende dalla situazione individuale. La terapia infatti deve tenere conto della quantità e della frequenza del consumo e degli eventuali problemi psicologici o familiari associati.

Prima di stabilire una terapia è necessario comprendere il problema. La valutazione clinica e multidisciplinare infatti può considerare la storia del consumo, eventuali precedenti tentativi di smettere di bere, i sintomi di astinenza e lo stato di salute generale. In questo articolo presentiamo l’approccio adottato in IEuD, centro d’eccellenza nella cura delle dipendenza patologiche.

Abuso alcolico terapia: il metodo IEuD

Il protocollo dell’Istituto Europeo delle Dipendenze (IEuD) si apre con un incontro conoscitivo di 30 minuti. È una fase di ascolto e accoglienza, finalizzata a comprendere la domanda del paziente e a illustrare con totale trasparenza il percorso clinico. Dopodiché, se il paziente desidera proseguire, è prevista una valutazione clinica, dove non ci limitiamo a un singolo parere, ma operiamo una triangolazione clinica attraverso tre colloqui specialistici:

Figura ProfessionaleArea di Indagine e Competenza Clinica
TERP (Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica)Analisi della storia d’uso e della funzione della sostanza nella quotidianità del paziente.
PsichiatraLo psichiatra si occuperà della diagnosi sul tuo stato di salute in rapporto all’uso della sostanza.
PsicoterapeutaEsplorazione dei vissuti emotivi e delle dinamiche psicologiche profonde che alimentano la dipendenza.

Abuso alcolico terapia: la diagnosi

Terminati i 3 colloqui con il TERP, lo psichiatra e lo psicoterapeuta, l’équipe si riunisce con il paziente in un altro colloquio per il momento della “Restituzione” dove viene presentata la diagnosi. In questa sede, i dati raccolti dai diversi specialisti vengono sintetizzati in una visione clinica unitaria.

La proposta trattamentale non viene imposta dall’alto, ma co-costruita con il paziente, garantendo che ogni strumento terapeutico sia calibrato sulle sue reali necessità. Questa meticolosità diagnostica è la condizione necessaria per personalizzare l’ecosistema di cura.

Abuso alcolico terapia: la visione IEuD

Affrontare la dipendenza da alcol non è una questione di sola forza di volontà o di “senso di colpa”, ma una sfida clinica che richiede competenze specialistiche multidisciplinari. La dipendenza infatti è una condizione cronica grave, caratterizzata da una progressiva perdita di controllo e dal fenomeno della tolleranza, che spinge l’individuo ad aumentare le quantità per ottenere i medesimi effetti, con possibili gravi ripercussioni sulla salute fisica, mentale e sulle relazioni.

abuso alcolico terapia

Inoltre, come esperti in medicina delle dipendenze, osserviamo spesso che l’abuso di alcol non si presenta in modo isolato. Frequentemente ci troviamo di fronte a quadri di polidipendenza, in cui l’alcol rappresenta la sostanza “primaria” o si accompagna all’uso di cocaina, farmaci o a dipendenze comportamentali. Riconoscere questa complessità è fondamentale per evitare il “cambio del sintomo” e garantire una guarigione autentica.

La gestione dell’astinenza

È importante segnalare che, nei casi più gravi, interrompere l’uso di l’alcol senza supervisione può essere rischioso. La sindrome da astinenza infatti può manifestarsi con tremori, sudorazione, ansia, agitazione, insonnia e nausea e nei casi più gravi possono verificarsi complicazioni che richiedono un intervento medico.

La fase di sospensione deve quindi essere gestita in sicurezza quando il quadro clinico lo richiede in regime di ricovero.

La terapia non finisce con la disintossicazione

La terapia non finisce con la disintossicazione

Superare la fase fisica iniziale è soltanto il primo passo. Per favorire un cambiamento duraturo, il trattamento deve tenere conto anche degli aspetti psicologici, comportamentali e relazionali legati al consumo di alcol.

Il percorso può quindi comprendere diversi interventi, tra cui supporto psicologico e psicoterapeutico, educazione alla prevenzione delle ricadute e strumenti per affrontare in modo più efficace lo stress e le emozioni. In base alle esigenze della persona, possono inoltre essere coinvolti medici e altri professionisti o servizi specialistici.

Il ruolo della psicoterapia

La psicoterapia può aiutare a comprendere che cosa abbia portato l’alcol a diventare una risposta abituale a determinate situazioni e a individuare i fattori che possono favorire il consumo. Il lavoro terapeutico può concentrarsi su emozioni, pensieri, comportamenti, relazioni e situazioni a rischio, aiutando la persona a sviluppare strategie alternative e più funzionali.

Per approfondire questo tema, consulta anche il nostro articolo “Abuso di alcol e psicoterapia: come funziona il trattamento”.

L’obiettivo del percorso non è soltanto interrompere il consumo, ma sostenere la persona nel recupero di un funzionamento più stabile e nella costruzione di condizioni che favoriscano il mantenimento del cambiamento nel tempo.

Innovazione e Strumenti Specialistici: Oltre la terapia tradizionale

Nel campo dell’abuso alcolico, gli approcci terapeutici e riabilitativi si sono progressivamente arricchiti grazie anche all’introduzione e all’integrazione di nuove tecnologie e strumenti agli approcci tradizionali. IEuD integra questi elementi all’interno di un percorso di cura orientato alla persona, nel quale le conoscenze scientifiche possono supportare il processo terapeutico e il cambiamento nel tempo.

  1. Psicoterapia individuale: Uno spazio di elaborazione profonda con specialisti esperti, fondamentale per comprendere le radici della dipendenza
  1. rTMS (Stimolazione Magnetica Transcranica): Una tecnica di neuromodulazione non invasiva che agisce sui circuiti cerebrali del craving, riducendo il desiderio compulsivo di bere
  2. Farmacoterapia personalizzata: Utilizzata strategicamente per stabilizzare l’umore e come presidio medico nella prevenzione delle ricadute
  3. Test del capello: Più che un semplice monitoraggio, rappresenta uno strumento di obiettività clinica e validazione del percorso, utile per ricostruire quel clima di fiducia spesso compromesso all’interno del nucleo familiare

Quando chiedere aiuto?

Non è necessario aspettare di aver perso completamente il controllo.

Se l’alcol interferisce con il lavoro, le relazioni o la salute, se si verificano sintomi di astinenza oppure se i tentativi autonomi di ridurre il consumo falliscono ripetutamente, e ti stai chiedendo come smettere di bere, è opportuno chiedere una valutazione professionale. Contatta un terapeuta specializzato in dipendenza da alcol, anche nel caso in cui ti stai chiedendo come aiutare un alcolista.

La terapia dell’abuso alcolico può essere un percorso graduale e personalizzato. Chiedere aiuto è già parte della cura.

La Redazione